Leone Conti Società Agricola

Bevi meno, bevi meglio.

I nostri vitigni

Tradizione e biodiversità

“Solo amando la terra e la vigna, si ottengono vini di carattere, dalla tipicità consistente.”

I vini di Leone Conti riflettono una personalità senza compromessi, come vuole la tradizione romagnola. Le proposte enologiche rispecchiano la volontà di esaltare la biodiversità del nostro territorio.
Per questo da anni lavoriamo principalmente con vitigni autoctoni, un patrimonio che ci impegniamo a proteggere e rispettare, con l’intento di rappresentare al meglio la viticoltura di qualità della Romagna.

Vitigni a bacca bianca

Albana

Le sue origini sono così remote da confondersi con la leggenda. Sembra infatti che tra i grandi estimatori di questo vino ci fosse anche Galla Placidia, figlia dell’Imperatore romano Teodosio il Grande. La principessa,in occasione di una sosta sul colle di Bertinoro, davanti a una ciotola di terracotta ricolma d’Albana esclamò: “Non così umilmente ti si dovrebbe bere, bensì berti in oro”, da cui il toponimo.
Questo vitigno è sicuramente uno dei più rappresentativi della zona. Parliamo di uno vino che non poteva mancare nelle tavole rurali. Un vino che ancora oggi è molto amato e apprezzato per i profumi intensi, le fragranze di fiori e la struttura corposa.
È un vino caro anche alla nostra azienda, che lo propone in tre varianti: Progetto 1 – secco, tradizionale e al contempo sofisticato – Progetto 2, innovativo e dal carattere internazionale, raccolto tardivamente e affinato in barrique, Progetto 3 – l’albana di una volta rivista in chiave moderna, lunga macerazione sulle bucce (4 mesi) e affinamento in botti di legno usate.

Famoso

Felice riscoperta dell’ultimo decennio, questo vitigno è dotato di grande resistenza ma gode di una produzione limitata. Leone Conti recupera questo autoctono a lungo dimenticato e realizza un vino, il Le One, dalle intense sensazioni aromatiche, affinato in botti di rovere, dalla buona morbidezza e con note di frutta e fiori.

Ruggine

Il suo territorio d’elezione è nella provincia modenese, tuttavia si ricava una nicchia di coltivazione anche nelle nostre colline. L’uva ruggine, detta anche Rugginosa, era praticamente scomparsa, benché fino agli anni ’30 del secolo scorso godesse di un forte apprezzamento. Riscoperta da un avveduto viticoltore, oggi possiamo ancora apprezzarne i riflessi giallognoli e le fresche note floreali e fruttate.

Vitigni a bacca rossa

Sangiovese

Diciamolo: la Romagna è Sangiovese. Questo vitigno ne rappresenta il carattere e l’autenticità.
Oggetto da tempo immemore di una diatriba tra toscani e romagnoli, che si contendono la paternità, questo grande rosso è il primo vino della regione ad essere insignito della DOC.
Diffuso in Italia e apprezzato anche all’estero, il Sangiovese ha un carattere camaleontico: le sottozone produttive delineano infatti peculiarità differenti e caratteristiche proprie.
Leone Conti lo propone in una veste fresca e avvolgente, il Never Walk Alone, ma anche in due varianti più intense e profonde, Le Betulle e il ContiRiserva.

Centesimino

Vitigno a bacca rosso, autoctono delle colline faentine, il centesimino ha una storia di grande fascino. Prossimo all’estinzione a causa di un’epidemia di filossera, la vite riuscì a salvarsi perché alcuni esemplari di piante trovarono riparo nel cortile di un’abitazione del centro di Faenza.
La proprietà era di Pietro Pianori, soprannominato il Centesimino.
Furono le alte mura a proteggere quelle marze sopravvissute al flagello, così come fu grazie la caparbia di Pietro a dare a questo vitigno una vera e propria rinascita a Santa Lucia, piccola frazione poco fuori Faenza.
Una storia romantica frutto del caso che ancora oggi possiamo scoprire in un sorso dal bouquet ricco di richiami floreali.